Rioni

Arretu ‘a chjesi

È il rione dietro la chiesa matrice dedicata a San Nicola vescovo

Arretu ‘a pignara – Arretu ‘u Timberi

Oltre ad essere dietro o subito dopo il rione Timberi, questo rione ha un secondo nome poiché fino a qualche decennio fa vi era un grande esemplare di pino domestico (‘a pignara)

‘A via ‘e Vrisi

È il tratto di strada, ancora composto da ampi stralci dell’antico lastricato in pietra locale, che dal centro storico arriva alla sorgente Vrisi

Capucannala 

Attuale Via Campanella, un tempo Via San Giuseppe. Secondo il racconto popolare questo nome deriverebbe dal fatto che in questa via confluivano, e confluiscono tuttora, acque piovane provenienti da molti rioni della parte alta del paese

Cavarcatura

Chiamato così poiché dai gradini di una scala (l’abitazione è stata demolita) i contadini salivano sugli animali da soma

Chjanu

È un rione, con un piccolo slargo pianeggiante, nella parte bassa del paese

Chjazza

È la piazza centrale del paese; il cuore del centro storico. Da sempre luogo di socializzazione in tutte le sue componenti religiose, politiche, culturali… Gli edifici che la definiscono, le basole in pietra locale che la pavimentano, la facciata della chiesa matrice e ‘a menzalora che l’arredano, suscitano una calda intimità urbana.

Cona

Come in altri paesi del circondario, anche Gasperina ha il rione Cona, termine derivante dall’esistenza di una icona votiva. Nel territorio di Gasperina molte sono le icone votive, sia nel centro storico che nelle antiche strade rurali. Esse, piccole e semplici strutture architettoniche, sono una testimonianza forte della religiosità popolare. È necessario fare una distinzione, tra quelle ricavate nelle mura, disseminate soprattutto nel centro storico, e quelle che presentano invece una struttura a sé stante e che troviamo soprattutto nelle campagne. Le icone non sono un’invenzione del Cristianesimo, ma provengono dal mondo pagano. Il gesto devozionale dell’icona era legato soprattutto ad un bisogno di protezione e ad un rapporto costante con la divinità. Madonne e santi erano compagni di viaggio: bisognava incontrarli per strada. Nelle campagne, molto spesso, le edicole sono poste in un trivio o quadrivio, come si usava un tempo per proteggere il territorio dal male; i contadini che vi passavano chiedevano protezione per la salute loro e della loro famiglia, ma anche per la prosperità dei loro campi (cfr. Gregorio Gallello in L’Araldo di Gasperina, anno VI, n. 21, dicembre 2016)

Crici

Rione nella parte sottostante la piazza centrale del paese. Crici, di per sé, è un soprannome di una famiglia che viveva in questo luogo e che ha dato il nome all’intero rione

Crucia d’a via

Quadrivio nella parte basa del paese dove, su un muro, all’esterno di una costruzione, c’era una grande croce di legno che rappresentava una delle stazioni della Via Crucis

Frìχχina

Primo tratto dell’attuale Corso Mazzini, detto anche ‘a Vianova

Hilanda

Dai racconti degli anziani si tramanda che un tempo, in questo tratto dell’attuale Via Campanella, vi era la presenza di un piccolo laboratorio dedito alla filatura delle fibre tessili. È rimasto, pertanto, il micro-toponimo Hilanda

Gaḍuna

Propriamente significa burrone (cfr. Dizionario dei dialetti della Calabria Meridionale di Giuseppe Antonio Martino p. 488; e Nuovo Dizionario Dialettale della Calabria di Gerhard Rohlfs, p. 290). È il luogo dove confluivano, e confluiscono tuttora, le acque meteoriche provenienti dai rioni Capucannala, Hilanda, Pateḍà e Peṭṛa ‘e Panghi

Goraci

Il rione prende il nome dall’ultima costruzione sul lato destro della strada per Montauro. Costruzione adibita un tempo ad autorimessa per i pullman che facevano servizio di linea per Catanzaro, Soverato e la stazione ferroviaria di Montauro scalo

Xχioppu

Rione situato nella parte bassa del paese rivolta a sud-ovest. Il termine deriva dal greco σκοπέω (scopèo) e significa “guardo intorno, osservo, vigilo”. Era il posto della sentinella, della vedetta che nell’antichità e fin dopo il medioevo ogni paese doveva avere, per sorvegliarne l’ingresso (cfr. don Innocenzo Lombardo e Mario Voci, “Antichi toponimi di rioni (rughe)”, in L’Araldo di Gasperina, anno V, n. 14, novembre 2014)

Jiricuccu

È un rione situato nella parte bassa di Gasperina e rivolto verso sudovest. Il toponimo Jiricuccu è un temine composto, derivante dalle parole greche ιερέυς (ierèus) che significa “sacro”, e κύκλος (chiùclos) che vuol dire “recinto”. La parte centrale del rione è disposta in modo da generare un larghetto che rimanda a un recinto. Nell’antichità, nei centri abitati ci poteva essere un recinto sacro, luogo consacrato alla divinità e utilizzato per i sacrifici (cfr. don Innocenzo Lombardo e Mario Voci, “Antichi toponimi di rioni (rughe)”, in L’Araldo di Gasperina, anno V, n. 13, luglio 2014)

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